La Corte Costituzionale “scagiona” il centrodestra di Pescara: il predissesto del Comune non è imputabile al governo comunale dell’ex sindaco Albore Mascia. La fine del secolo fu fortemente caratterizzata dalla presenza politica e culturale di Leopoldo Muzii, personaggio controverso ma di grande carisma e peso decisionale, il quale, da sindaco della città di Castellammare Adriatico, fece approvare nel 1882 il primo piano regolatore. La crescente importanza del porto di Pescara a scapito di quello di San Vito chietino, tradizionale scalo della fiera di Lanciano, dirottò gli interessi della corte a Pescara, consentendo ai Lercaro e agli Spinola di estrarre olio dal porto pescarese[118]. Questa circostanza fece sì che al ritorno della vittoriosa spedizione contro l'imperatore, il re longobardo espugnasse quasi senza combattere le varie enclavi bizantine lungo la costa teatina. Il Marchesato di Pescara in potere degli Avalos-Aquino e la sconosciuta zecca aragonese di Rocca San Giovanni, Il commercio dell'olio attraverso la via portuale della Pescara spagnola (1554-1557), Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, metropoli degli antichi Frentani, Il ruolo dei fattori antropici e fisici nella diffusione dell'epidemia di peste del 1656-58 nel regno di Napoli, I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848, La repubblica Napoletana del 1799 nel territorio atellano, Storia della spedizione dell'eminentissimo cardinale Fabrizo Ruffo, Bullettino delle leggi del Regno di Napoli, anno 1806, Bullettino delle leggi del Regno di Napoli, anno 1811, Pescara e provincia. 1 Classifica prodotti più interessanti. «Pescara in trent'anni ha triplicato il numero dei suoi abitanti; restano gli ingegni da pesca, lungo i moli del porto, a ricodo di quella Pescara la cui pineta D’Annunzio vedeva come un ciuffo sconvolto sull’Adriatico verde. Inoltre molti altri, circa dodicimila, rimasero senza casa. Negli stessi anni, precisamente nel 1963, cessava anche l'attività della ferrovia Pescara-Penne[248], sostituita da un servizio autobus che nel corso dei decenni, sotto una lunga gestione governativa che terminerà solo nel 2001[249], si estese sempre di più in provincia e in regione, fino a confluire nella TUA nel 2015[250]. L.R. Successivamente fu incaricato di combattere i francesi a Chieti, Ortona, Vasto e Pescara, sollevando le popolazioni contro gli invasori. Nel 1814 Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli. La fortezza tuttavia non fu presa, anche per il decisivo contributo del condottiero Giovan Girolamo Acquaviva duca di Atri, il quale organizzò la resistenza del forte e respinse gli attacchi dispiegando un fuoco di sbarramento dal bastione principale con tutte le artiglierie disponibili, dissuadendo l'ammiraglio di origini slave dal perseverare nell'attacco e costringendo gli aggressori alla fuga[123][127]. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell’8 agosto 1806 “sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno”, con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l’autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D’Annunzio. Nei secoli successivi l'importanza della posizione strategica di Pescara, porta della grande valle che divide l'Abruzzo, connoterà costantemente lo sviluppo della sua vita economica e sociale, in un primo momento limitata alla funzione di baluardo di difesa militare dei regni meridionali[3] e poi, dalla seconda metà del XIX secolo, caratterizzata da una fruttuosa attitudine ai traffici commerciali e al turismo balneare. Un antico ponte, probabilmente di età borbonica, legato all’antica Fortezza di Pescara, si nasconde al di sotto di un tombino nei pressi del cementificio del capoluogo adriatico. Ti abbraccio.», «Sono contentissimo della grande notizia e sono certissimo che la mia vecchia Pescara, ringiovanita, diventerà sempre più operosa e ardimentosa per dimostrarsi degna del privilegio che oggi tu le accordi. Durante l'amministrazione Mascia, nel gennaio 2010, verrà inaugurata la nuova stazione di Pescara Porta Nuova[4][283]. A rafforzare questo ruolo di centro del turismo nazionale, nel 1924, sotto la spinta politica del ministro Giacomo Acerbo, a Castellammare Adriatico venne organizzata la Coppa Acerbo, che divenne subito una delle gare automobilistiche più importanti del tempo ed un evento capace di portare in città decine di migliaia di visitatori. Le amministrazioni degli ultimi anni hanno cercato di assecondare questo ruolo, sia dal punto di vista urbanistico, cercando di costruire le infrastrutture di mobilità opportune, sia dal punto di vista della pianificazione dei servizi che vengono offerti a ridosso dei confini della città – come centri commerciali, cinema, palestre, la motorizzazione civile e, soprattutto, i trasporti pubblici dell’area metropolitana- ma al centro della conurbazione. Questa area tuttavia non è stata individuata dal legislatore tra le città metropolitane italiane, e nei propri limiti legislativi le amministrazioni locali hanno cercato comunque di assecondarne lo sviluppo[288], sia dal punto di vista urbanistico, cercando di costruire le infrastrutture di mobilità opportune (come nuovi svincoli e prolungamenti delle tangenziali nei comuni limitrofi)[4], sia dal punto di vista della pianificazione del territorio e del trasporto pubblico locale in ottica metropolitana[289][290][291]. Nelle successive elezioni del 2009 venne eletta la coalizione di centro-destra del sindaco Luigi Albore Mascia (PdL)[280]; nello stesso anno la città ospitò i XVI Giochi del Mediterraneo. Esisteva infatti un villaggio marino lungo la foce del fiume Pescara già dal I secolo a.C, chiamato Aternum od Ostia Aterni[2]. Il 14 settembre la città fu violentemente bombardata per una seconda volta, e fu colpita anche Portanuova, dove fu centrato il borgo storico della vecchia fortezza, con la distruzione di tutto il lato meridionale di via dei Bastioni, cancellando per sempre le seicentesche chiese di san Giacomo e del Rosario, e con la distruzione della vecchia porta cittadina cinquecentesca nel Bagno borbonico[224], in seguito ricostruita come ingresso in stile moderno del museo delle genti d'Abruzzo. Nel 1447 e poi nel 1482, subì gli attacchi e le razzie dei Veneziani. Come sancito nel Trattato di Utrecht, il Regno di Napoli, e con esso la cittadella di Pescara, passarono quindi agli austriaci, ma già nel 1734, la fortezza viene nuovamente assediata dagli spagnoli di Carlo III di Borbone-Spagna durante la Conquista borbonica delle Due Sicilie, e dopo una cruenta battaglia cedette alle truppe comandate da Francesco Eboli, duca di Castropignano[135]. La storia di Pescara è poco conosciuta e alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell'oscurità. Istonio, Anxano, Ortona e altre antiche città scomparse nei secoli bui, Contributo per una ricostruzione del quadro insediativo dall'antichità al medioevo, Dalla valle del Piomba alla valle del basso Pescara, Napoli, Pasquale Turiello e «La rassegna agraria, commerciale, industriale, politica» di Eduardo Capuano (1892-1910), Dalla “Sinagoga di Satana” alla nuova Gerusalemme. È un libro sulla storia di Pescara, una città che per sentire comune sembra non averne e, invece, ha radici profondamente saldate nell'antichità. via sulmona,2 Pescara 0854224010 www.chitarraantica.it Nel 1939 vennero definitivamente ultimati i lavori di bonifica delle aree di Portanuova, permettendo lo sviluppo del quartiere Marina[206]. Il processo di occupazione del territorio fu però lento, dilatandosi per decenni, e la costa teatina, Aternum compresa, restò ancora per diverso tempo sotto il controllo bizantino[59]. Dopo oltre 50 anni dal termine del conflitto, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi insignì la città della Medaglia d'oro al Merito Civile[228]: Conclusi gli eventi bellici, lo scenario materiale economico e sociale della città era disastroso: le attività economiche erano ridotte al minimo, la città quasi completamente in macerie ed erano in migliaia i “senza tetto”; inoltre le vie di comunicazione con il resto del Paese erano per lo più accidentate e difficilmente percorribili. Anno di corso: 1. L’Università era governata da un Camerlengo: tale assetto amministrativo durò per tutto il Settecento. I barbari si attestarono anche nell'interno del chietino e nella vallata della Majella orientale, dove ne riscontrano ancora molti toponimi[71]. Ora la città specchia, nel suo canale e nel suo mare, sempre nuove fabbriche e grattacieli, in una crescita convulsa e stupefacente.». I bombardamenti di Pescara avevano l'obiettivo di colpire in maniera decisiva le linee di rifornimento dell'esercito tedesco che faceva ampio uso del nodo ferroviario pescarese, in collegamento con Roma e il Nord Italia[215]. Nel tentativo di evitare l'imminente sconfitta, Manthoné propose una sortita notturna per liberare quanti più repubblicani tenuti in prigione fosse possibile e quindi marciare con essi su Capua e Gaeta. Storia delle ricerche per riportare alla luce l'antica città di Crustumerium. 1. Questa coalizione vedeva come maggiori interessati il doge di Venezia e il papa, che sollecitavano spesso il re di Francia a inviare rinforzi bellici. Dalle foce del fiume, dalla vallata che parte ai piedi di Chieti, punta sul mare, si allarga con le ali sulla riviera, a nord verso Montesilvano, a sud verso Francavilla al Mare. Pescara divenne una città deserta. Documentari nella Storia. VI-VII), Il confine nel tempo: atti del convegno: Ancarano 22-24 Maggio 2000, L'Italia centro-settentrionale in età longobarda, Abruzzo fra tarda antichità ed altomedioevo: le fonti archeologiche, Una terra di frontiera: Abruzzo e Molise fra VI e VII secolo, Città, castelli, campagne nei territori di frontiera (secoli VI - VII), Forme di abitato altomedievale in Abruzzo: un approccio etnoarcheologico, Edilizia residenziale tra V e VIII secolo, Castello Marcantonio a Cepagatti. Nello stesso anno, si legge nel libro di Giovanni Guido “Aviazione & Abruzzo”, l’aeroporto di Pescara che era stato istituito dieci anni prima, nel 1917, e armato con gli aerei S.V.A., considerati tra i migliori caccia bombardieri dell’epoca per la 302.a Squadriglia appositamente costituita, fu ingrandito a 50 ettari, rimodernato e denominato “Campo di Fortuna”, in Provincia di Chieti ancora per poco. S’erge pegno gratissimo d’amore del magnanimo Duce al Popol nostro, :é fausto auspicio di concordia ai cuori. Un primo concreto atto in favore della unificazione dei due comuni si verificò nell'inverno del 1918: il 30 novembre i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al governo Orlando di decretare la fusione dei comuni; l'unico risultato ottenuto in quell'anno fu però solamente un accordo di gestione congiunta del servizio di tram a cavallo[192], sarà infatti destinata a non concretizzarsi la proposta castellammarese dell'anno seguente di un ospedale consorziale, con la cittadina della sponda settentrionale che, in mancanza di riscontri pescaresi, provvide da sé all'istituzione di un primo luogo di ricovero[193]. Per questi motivi le autorità cittadine di Pescara spingevano per la riunificazione delle due cittadine, tuttavia la comunicazione del ministero dell'Interno del Regno di Napoli del 17 gennaio 1810 negò tale possibilità, e costrinse i due centri trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti[154] (che arriverà solamente nel 1811, in seguito all'istituzione del comune di Pescara grazie alla legge nº 104 del 4 maggio 1811 "Decreto per la nuova circoscrizione delle quattordici provincie del Regno di Napoli"[155]). In epoca augustea Ostia Aterni faceva parte della regio IV Samnium che era una delle regioni italiane dell’epoca. DALLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO ALL’ANNO 1000 Secondo un’altra teoria, la città avrebbe preso il nome dal fiume Pescara, il quale, sgorgando dal cuore della montagna in corrispondenza delle Gole di Popoli, trarrebbe la sua denominazione dall’antico termine osco-umbro “pesco”, il cui significato è quello di “roccia”. Nella città iniziavano a trovare spazio diverse aree per mercati di tessuti e di generi alimentari. La teoria, però, non trova consensi in quanto se è vero che nel letto del fiume esisteva una piccola isola (chiamata isola dei Cannizzi), è anche vero che l’isola, date le sue piccole dimensioni, sparì con la forza delle acque del fiume. Castellammare e Pescara appartenevano, rispettivamente, alla provincia di Teramo e a quella di Chieti. Essa era importante per lo sbocco della strada Consolare n.5, Tiburtina Valeria, che collegava Aternum a Roma, oltre che per il porto interno che era importante per i collegamenti con Salona. Bookseller Image. Vol. Inoltre, Pescara dovette subire le razzie e la distruzione delle strutture portuali, fabbricati, strade, ponti e uffici pubblici da parte dell’esercito tedesco in ritirata. La storia di Pescara è poco conosciuta e alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell'oscurità. contenitore con 18 medaglie de "Le grandi figue di Roma". 2 gennaio 1927, n. 1 - Riordinamento delle circoscrizioni provinciali - Wikisource, PESCARA in "Enciclopedia Italiana" (appendice 1938), Circolo Canottieri La Pescara, lavori per 1,8 milioni: ecco come diventerà, Sito Ufficiale del Comune di Pescara - cenni storici. Una comunicazione del Ministero dell’Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). 31 agosto 20 settembre 1943 Pescara.». Diversi sono i palazzi a uso pubblico costruiti in quel periodo che hanno conservato la loro funzione anche dopo il secondo conflitto mondiale, tra i quali il Palazzo di Città e il Palazzo del Governo e diverse scuole della città come il liceo classico ginnasio Gabriele D'Annunzio[167]. Inoltre, il porto stava incominciando ad acquisire maggiore importanza e i volumi di traffico commerciale si facevano sempre più ingenti, complice la navigabilità del fiume, al tempo mezzo ampiamente usato anche per i trasporti di materiali da e verso l'entroterra abruzzese. Il secondo mandato dell'amministrazione non ebbe lunga vita, in quanto a fine 2008 il sindaco D'Alfonso venne arrestato, con una serie di imputazioni relative a presunte attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara[278]. Nel 1837 venne redatto un nuovo progetto per il recupero della chiesa di Santa Gerusalemme dal maggiore del genio Albino Majo[161], il cui disegno ha permesso la conoscenza approfondita del monumento, tuttavia anche quest'ultimo tentativo di recupero non si concretizzò. In quegli anni venne edificata sui colli castellammaresi la piccola cappella originaria della Madonna dei sette dolori, con il primo battesimo registrato il 26 novembre 1665. 1928 – 1940 IL PERIODO FASCISTA 1701 – 1797 Infatti, il turismo continuava a fiorire e i bagni di Castellammare Adriatico erano una meta turistica nota in tutta Italia. Il giorno seguente entrò a cavallo a Pescara per osservarne la fortezza, circondato dalla popolazione festante. Per questi motivi l’8 febbraio del 2001, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città la medaglia d’oro al merito civile. PESCARA. Il 4 gennaio 1424 morì in città il condottiero Giacomo Attendolo, nel tentativo di attraversare il fiume Pescara: si stava recando con il suo esercito, dopo averlo radunato ad Ortona, in soccorso della città dell'Aquila assediata dagli Aragonesi guidati da Braccio da Montone, e impossibilitato ad attraversare la città di Pescara, anch'essa occupata da truppe aragonesi, tentò l'attraversamento del fiume nel tratto tra la città e il mare ma vi trovò la morte a causa dell'impeto dei venti e delle onde[112][113]. Inoltre, la rivalità tra le due sponde del fiume scemò, mentre autmentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Il progetto non ebbe l'approvazione degli altri comandanti, che rifiutarono lasciare Napoli in balia delle feroci orde del Ruffo, e dall'altro canto speravano dal nemico patti onorati. Storia della colonizzazione di Roma antica by Pais, Ettore, 1856-1939. Tra l'altro, questa incursione fallì il vero obiettivo che era un gruppo di tedeschi che aveva lasciato la città già da qualche ora[225]. Subì in seguito gli attacchi e le razzie dei Veneziani, che dopo aver distrutto l'antico porto di Atri[115] la assaltarono una prima volta nel 1447 e successivamente nel 1482,[116] quando ottocento stradioti della cavalleria leggera espugnarono il castello durante gli eventi della Guerra di Ferrara[117]. In seguito all'annuncio della firma dell'armistizio di Cassibile dell'8 settembre di quell'anno, in città come nel resto del Paese si diffuse la convinzione che la guerra fosse finita, lasciando la popolazione completamente impreparata per quello che sarebbe successo nei mesi seguenti, con gli sfollati che cominciarono a rientrare in città.